Capita spesso di sentire che il lavoro del traduttore è monotono, poco redditizio o facile, ma la verità è tutt’altra. Probabilmente la traduzione è uno dei campi lavorativi più vasti e riconosciuti nella nostra epoca. Oggi non esistono più le frontiere di una volta, che limitavano la libertà individuale e di idee, e le informazioni girano alla velocità della luce: questo avviene grazie anche alle traduzioni.

Chi pensa, erroneamente, che un traduttore viva nella monotonia dello schermo di un computer o secondo precisi schemi, sbaglia.

Esistono tanti tipi di traduzione, con tante skill richieste per ogni campo specifico e non è scontato che un traduttore sia in grado di coprire tutte le tipologie allo stesso modo. Per questo la sua mente è sempre in apprendimento, sempre aggiornata e non smette mai di aprirsi al mondo.

Diverse tipologie di traduzione richiedono abilità diverse.

La prerogativa fondamentale per la traduzione è la conoscenza e la padronanza della lingua straniera, ma al traduttore sono richieste competenze parallele alla sola “transizione” tra le lingue.  La conoscenza della terminologia basilare non basta, ma è il punto dal quale bisogna partire. Esistono tanti traducenti di una parola, quanti i contesti nei quali può essere usata.

Per spiegare meglio questo concetto analizziamo il termine inglese “interview”: il primo traducente che ci viene in mente è “intervista”, ma questo è giusto solo nel caso di una traduzione letteraria, in un contesto giornalistico. Esistono altre connotazioni di questo termine, in altri campi: si traduce “colloquio” nell’ambito amministrativo/finanziario o “interrogatorio” nell’ambito legale, o perfino “audizione”, sebbene poco usato. Può sembrare banale, ma l’abilità di scegliere il traducente adatto è richiesta a tutti i traduttori professionisti. E questo riguarda tutte le diverse categorie di traduzioni:

  • La Traduzione scientifica riguarda in genere la traduzione di testi di medicina, farmacologia, tesi, relazioni scientifiche, ecc.
  • La traduzione finanziaria o economica riguarda in genere la traduzione di bilanci, note integrative, appalti, documenti bancari, ecc.
  • La Traduzione legale riguarda la traduzione di ingiunzioni, mandati, ecc., documenti amministrativi, perizie, testi giudiziari o altri testi come relazioni e verbali di procedimenti legali.
  • La Traduzione giuridica riguarda la traduzione di documenti come leggi, regolamenti e decreti, contratti giuridicamente vincolanti, protocolli e convenzioni, regolamenti interni, polizze assicurative, ecc. Il traduttore giuridico deve avere una solida preparazione in ambito giuridico e legale.
  • La Traduzione giudiziaria, da non confondere con la traduzione giuridica, si riferisce all’attività di traduzione che ha luogo nei tribunali. I traduttori giudiziari traducono documenti quali rogatorie, verbali di procedimenti, sentenze, deposizioni, verbali di interrogatori, ecc.
  • La Traduzione tecnica
  • La Traduzione letteraria

Due opposti: la traduzione tecnica e la traduzione letteraria.

Le traduzioni sono sempre diverse tra di loro, ma quella tecnica e quella letteraria si posizionano ai due estremi dello spettro. L’approccio del traduttore è completamente diverso nei due casi. Nel primo, egli è legato al testo di partenza e non ha pressoché nessuna libertà di iniziativa. Il motivo è la serietà e precisione del testo di partenza. Si tratta di manuali o libretti d’istruzione, documentazione in campo meccanico, industriale, elettronico, ecc.., un’interpretazione troppo libera in questo settore potrebbe risultare dannosa per persone, cose o processi produttivi. Proviamo a pensare ad un caso in cui “1 teaspoon” venga tradotto semplicemente con “1 cucchiaio”, e il fatto che si tratti di un cucchiaino da tè venga tralasciato: se si tratta della traduzione della ricetta di una torta, il danno è minimo, ma se tale istruzione è riferita all’uso di un farmaco, la sbagliata interpretazione della misura può arrecare danno alla salute, effetto contrario a quello desiderato. 

Nel contesto letterario, un errore del genere quasi sicuramente non avrà ripercussioni gravi. Infatti, nella traduzione letteraria l’obiettivo è trasmettere il messaggio dell’autore e non un’istruzione da seguire. Il traduttore letterario deve usare l’immaginazione per poter trasmettere le emozioni dell’autore e per ricreare il ritmo e la metrica del testo originale. Egli è libero di usare parafrasi, creare neologismi e perifrasi, tutto per entrare nello stile dell’autore.

Si potrebbe affermare quindi, che il traduttore letterario mette la propria anima nel testo con cui lavora. Per certi aspetti è simile al ghost writer.

Un capolavoro della traduzione letteraria

Una traduzione letteraria considerata particolarmente efficace è la saga bestseller “Harry Potter”. In italiano, il termine inglese “muggle” (che si riferisce a persone prive di capacità magiche) è tradotto con “babbano” (una persona di poco conto, senza alcuna particolare abilità). In entrambe le lingue il termine è dispregiativo, ma allo stesso tempo divertente e stuzzichevole. A volte questa parola ha un’accezione perfino affettuosa, come nel caso di Arthur Weasley, il quale è affascinato dai babbani si mostra spesso interessato alla loro vita. Non è facile trovare la traduzione per una parola che racchiude tutti questi significati, ma è questo il compito del traduttore. Un libro diventa bestseller e crea un mondo in cui le persone diventino una comunità non solo se è scritto bene, ma anche se è tradotto bene. La vera sfida per un traduttore è scrivere una traduzione che non sembri una traduzione, bensì un nuovo testo originale.