A prima vista le sfere del marketing e della mediazione linguistica e culturale non si intersecano, ma in realtà hanno in comune un aspetto fondamentale: la comunicazione. 

Infatti, l’obiettivo di chi opera in entrambi i settori è creare relazioni attraverso la comunicazione. Un marketer ha il compito di comunicare con la clientela e presentare e promuovere un prodotto o servizio presso target diversi. Un mediatore facilita la comunicazione tra due o più parti per aiutarle a trovare dei punti in comune e quindi un accordo.

Questa abilità del mediatore linguistico è sempre più richiesta all’interno delle organizzazioni, agenzie e aziende, sia per ragioni interne sia, a maggior ragione, se c’è l’esigenza di creare relazioni con l’estero.

Comunicazione interna

Quando il team marketing di un’azienda sviluppa un progetto, capita spesso che coinvolga un mediatore linguistico, che può offrire un aiuto prezioso al reparto copyright, responsabile della creazione dei testi promozionali. Il mediatore potrebbe ad esempio individuare elementi del messaggio che possono confondere, o nel peggiore dei casi offendere, il destinatario. Un’altra abilità preziosa del mediatore è l’abilità di sintesi e la capacità di riassumere, utili nel caso in cui sia necessario trasformare un grande numero di dati, in un messaggio ad effetto. in questo caso, un bravo mediatore può semplificare il testo rivolto ai destinatari.

Il mediatore linguistico che lavora nel reparto marketing di un’azienda può occuparsi della comunicazione esterna, ma anche della comunicazione interna, non meno importante. Ecco un esempio semplice: nel periodo natalizio molte aziende dedicano un pensiero ai propri dipendenti, azionisti, e altre figure coinvolte direttamente con l’azienda. Ma anche questa azione va pensata con cura e attenzione! Se tra queste figure molte praticano religioni diverse dal cristianesimo, scrivere “Buon Natale!” sui biglietti d’auguri sarebbe un errore, perché farebbe sentire esclusi tutti coloro che non festeggiano il Natale: proprio l’opposto di quanto si voleva ottenere” In questa situazione è meglio sostituire la parola “Natale” con “Feste”: una parola che non esclude nessuno, perché indica solo il periodo di “vacanza”.  

Comunicazione esterna 

Per quanto riguarda la comunicazione esterna, il ruolo del mediatore è quello di adattare un messaggio  promozionale a destinatari diversi, magari in paesi diversi, tenendo conto del canale di trasmissione e della relazione che si vuole instaurare, ma senza snaturare il messaggio originario. Non è facile come potrebbe sembrare, e per centrare il bersaglio è spesso indispensabile analizzare grandi quantità di dati e informazioni sul target, sul messaggio, sui canali di trasmissione e persino sui competitors.

Lo stesso avviene anche in un procedimento più comune, come la traduzione di siti internet. Anche qui la traduzione vera e propria è preceduta da una fase essenziale di raccolta e analisi delle informazioni: il mediatore può fornire una traduzione davvero efficace solo se conosce molto bene il mercato al quale si deve rivolgere.  

Il mediatore linguistico non è solo traduttore, ma anche un interprete e per certi versi un promotore dell’azienda. Nel mondo globalizzato in cui viviamo oggi, si organizzano sempre più spesso eventi, fiere, conferenze e incontri tra aziende e clienti di paesi diversi. Anche in questo scenario, la figura del mediatore linguistico e culturale risulta fondamentale: egli ha il compito di accogliere e mediare per gli ospiti dell’azienda e aiuta a stabilire l’immagine aziendale. Dal mediatore può dipendere la relazione futura con questi ospiti e clienti e si tratta di un compito delicato, dato che errore culturale, anche piccolo, può creare malintesi e rovinare mesi di lavoro.

In qualsiasi campo il mediatore linguistico decida di lavorare, egli deve affiancare alla conoscenza delle lingue straniere anche la conoscenza di un’area professionale specifica, come quella del marketing.

Competenze di marketing utili al mediatore

Le competenze di marketing sono prestabili alla mediazione linguistica più di quanto immaginiamo. La capacità di analizzare i mercati  ed il comportamento del cliente può essere utile al mediatore linguistico. Un esempio specifico è quello del neuromarketing, che mette in collaborazione le neuroscienze ed il marketing, per trovare vie più dirette ai processi decisionali dell’uomo. Questa disciplina comprende anche la familiarità con il linguaggio del corpo, indispensabile nella mediazione linguistica. Il mediatore, infatti, deve sempre capire l’atmosfera della situazione nella quale si trova e, se necessario, risolvere le tensioni e placare il conflitto sul nascere. Il linguaggio del corpo è difficile da controllare, per questo un cambiamento dell’umore diventa visibile prima, che venga espresso a parole. In secondo luogo, studiando i linguaggi del marketing si imparano tante figure retoriche e frasi costruite utilissime nella comunicazione. Questi abbellimenti linguistici, se usati nel modo giusto, spesso sono il tratto distintivo di una traduzione da best seller. O anche la conoscenza dell’organizzazione e dell’andamento di un evento, spesso compito di un marketer, può essere un valore aggiunto dell’interprete, che può gestire meglio il proprio lavoro ad una fiera, della quale conosce tutti i dettagli. 

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