L’Interpretazione Dialogica è una materia di studio molto più complessa e intrigante di quanto si possa pensare. In uno dei nostri primi articoli abbiamo descritto qualche esempio di esercitazione in questo campo, svolta al CIELS Bologna (LINK). Ora ci concentreremo meglio su come gli studenti si allenano nella materia che, tra di noi, chiamiamo semplicemente “la Dialogica”.

Inutile precisarlo, bisogna dedicare tanto tempo all’esercizio e praticare con costanza. Ma non si tratta di un impegno pesante, e ci sono molti modi per rendere piacevoli gli esercizi.

Cominciamo col dire che i professori di Dialogica forniscono molto materiale su diversi argomenti durante l’anno accademico e che tutti questi materiali sono in qualche modo collegati agli altri insegnamenti di CIELS, inclusi quelli di indirizzo,  in modo che si crei una relazione tra le varie materie di studio.  Il materiale di studio viene analizzato e tradotto in aula e successivamente revisionato e studiato a casa. Si tratta di dialoghi reali, che si sono svolti in situazioni professionali reali, e adattati dai professori per l’insegnamento. In alcuni casi è persino possibile trovarli ed ascoltarli su YouTube. 

I dialoghi di studio riproducono situazioni lavorative reali

Ciascuno di questi dialoghi è presentato in un documento, disponibile sulla piattaforma online della scuola e strutturato in un titolo, una breve introduzione, e un dialogo. L’argomento cambia diverse volte durante l’anno. I dialoghi del Primo Anno hanno principalmente lo scopo di insegnare vocaboli e frasi idiomatiche importanti, utili in varie situazioni lavorative, nonché di insegnare le basi del comportamento di un interprete. Al Secondo e Terzo Anno, i dialoghi sono via via focalizzati su temi specifici, relativi agli indirizzi di studio offerti dalla scuola. In un dialogo, ad esempio,  gli amministratori di due aziende straniere incontrano per discutere della gestione di un progetto comune (Pubblicità, Marketing e Relazioni Pubbliche); in un altro un uomo arrestato in aeroporto viene sottoposto ad un interrogatorio (Sicurezza e Integrazione), e via dicendo. 

Briefing e dialoghi di esempio

L’introduzione del dialogo è parte integrante dell’esercizio. Qui è spiegato il contesto in cui avviene il dialogo e sono riportate informazioni essenziali sugli interlocutori. Questa sezione corrisponde infatti al briefing che l’interprete di dialogica professionale riceve prima di incontrare un cliente. Se il cliente non fornisce molte informazioni sull’incarico, sta all’interprete richiederle o raccoglierle dalle parti coinvolte. Il briefing è così importante per l’interpretazione, che è considerato un diritto dell’interprete e può includere informazioni dettagliate, come ad esempio – nel caso di un interrogatorio – la legge secondo la quale è avvenuto un arresto, per spiegarla all’arrestato. È ovvio quindi che anche nei dialoghi di studio, l’introduzione rappresenti un elemento fondamentale da tenere in considerazione per svolgere bene gli esercizi. 

Esercizi di Interpretazione Dialogica

Passiamo ora alla struttura del dialogo: sono sempre presenti due, massimo tre interlocutori che si scambiano informazioni attraverso domande e risposte, oltre all’interprete, che traduce le parole di entrambe le parti. Questo scambio è inserito in una tabella con due colonne e tante righe quante sono le battute tra gli interlocutori. Nella colonna di sinistra sono scritte tutte le battute delle parti, con una sillaba o lettera all’inizio di ogni riga che indica l’identità di chi parla. Nella colonna di destra è scritto lo stesso testo, ma tradotto. Avremo quindi lo stesso testo nelle due colonne, scritto nelle due lingue in cui ci stiamo esercitando per Dialogica.  Ecco un esempio:

A: I must warn you that failure to provide a breath specimen may lead to you being arrested by me, and failure without reasonable excuse is an offence. INT: L’avverto che il rifiuto di sottoporsi al test etilico comporta l’arresto e che opporre un rifiuto senza un motivo ragionevole è un reato penale.
B: Non vedo il motivo di tutto questo. Ero con i miei amici a fare colazione. Non ho bevuto. Non faccio nessun test. INT: I don’t understand the reason for all this. I was with my friends and we had breakfast. I didn’t drink. I’m not doing it. 

Spesso i professori propongono i dialoghi lasciando in bianco la parte dell’interprete, in modo da poterci ragionare insieme in aula, fare diverse proposte, scartare quelle sbagliate e scegliere le formule più adatte. Le modalità d’analisi dei dialoghi sono tante. Alcuni professori fanno il giro di tutta la classe per far tradurre una parte a ciascuno e analizzare la loro tecnica tutti insieme, altri dividono la classe in gruppi da tre in cui due recitano le parti e la terza persona fa da interprete. In questo modo il professore non solo può correggere l’interpretazione, ma anche i gesti e le abitudini dei futuri interpreti. 

Questo tipo di esercizio è molto interessante per sviluppare un corretto comportamento professionale  e può essere svolto anche con gli amici o un gruppo di studio che non studia mediazione linguistica:  basta convincere due amici a leggere le parti già scritte in due lingue diverse e lasciarvi il tempo di tradurle.

Briefing e comportamento dell’interprete

La formazione di un Interprete di Dialogica non verte tutta intorno alla teoria, ma include anche lo studio del comportamento dell’interprete in una vera situazione  lavoro.  Ecco le prime cose che uno studente di mediazione impara studiando Dialogica. 

Punto primo: raccogliere informazioni prima di un incarico è essenziale per la preparazione dell’interprete, ma è utile anche per gli interlocutori. Nella situazione tipo di un ospedale, ad esempio, l’interprete può ritenere necessario informare il medico sulla particolare situazione culturale, personale o religiosa di un paziente. Allo stesso modo, durante l’incontro tra due aziende, è utile informare ciascuna parte su eventuali differenze culturali che potrebbero creare fraintendimenti.

Secondo punto: grazie al briefing, l’interprete può preparare un vocabolario di termini che potrebbero uscire nella conversazione, ma che egli non conosce bene o non sempre ricorda, come ad esempio i termini tecnici di un’area specifica. Tornando all’esempio dell’ospedale, a meno che non si tratti di un caso di emergenza, l’interprete può prendersi due minuti di tempo per cercare i termini riguardanti il caso del paziente. Se si tratta di un trauma cardiaco, ripasseremo la terminologia di quell’area, se si tratta di uno stiramento muscolare, ricercheremo informazioni su quest’ultimo. 

Importante!

Infine, l’interprete deve tenere a mente alcuni punti molto importanti. Il primo è quello di portare sempre con sé un bloc notes ed una o più penne, per segnare numeri, nomi e parole che dovrà tradurre. In questo modo, anche se gli interlocutori si esprimono con frasi lunghe, l’interprete non rischia di perdere o dimenticarsi parti importanti del discorso. Prima di iniziare il dialogo, l’interprete deve informare entrambe le parti di come intende usare il bloc notes, per evitare malintesi e tensioni inutili. Per lo stesso motivo, l’interprete deve posizionarsi fisicamente in mezzo alle parti, per dimostrare neutralità e gestire entrambe le parti nello stesso modo. Nell’Interpretazione Dialogica, il coinvolgimento emotivo nella situazione lavorativa è tutt’altro che impossibile, ma il lavoro dell’interprete è quello di creare un ponte tra le persone ed egli deve rimanere concentrato su questo obiettivo.

Le esercitazioni in aula, due o tre alla settimana, prendono in considerazione tutti questi aspetti ed hanno l’obiettivo di sviluppare un comportamento professionale negli studenti e generare abitudini consolidate, per aiutare i nuovi interpreti ad affrontare al meglio le loro prime esperienze sul campo.