L’evoluzione della figura professionale del mediatore linguistico è collegata alla crescita diffusa dei flussi migratori. Con la maggiore circolazione di persone di varie nazionalità, si ampliano anche gli ambiti di impiego della mediazione linguistica. Oggi gli interpreti devono necessariamente specializzarsi in diverse materie, una di queste riguarda la sfera giuridica e, in particolare, giudiziaria.

Cosa fa l’Interprete di Tribunale?

A differenza degli interpreti di conferenza, gli interpreti di tribunale/giudiziari non lavorano isolati nel comfort di una cabina, bensì nell’aula di udienza a diretto contatto con i propri interlocutori.

In un processo alcune delle parti possono avere abilità oratorie inferiori a quelle di un delegato di conferenza, e questo può diventare una sfida per l’interprete, che ha il compito di trasmettere il messaggio con precisione e completezza, evitando qualsiasi modifica.

A questo proposito, un punto fondamentale che l’Interprete giudiziario deve chiarire subito con tutte le parti, è che egli rimarrà imparziale e neutrale. Per prevenire fraintendimenti, infatti, è generalmente consigliato evitare in modo fermo ed educato qualsiasi tipo di conversazione personale con le parti in causa.

Il mediatore può essere contattato con una semplice chiamata telefonica o, nel caso delle traduzioni, il Tribunale emette un Decreto di Nomina (per la traduzione di un determinato atto) unitamente alla richiesta di incarico. 

Inoltre, in questa professione, una delle maggiori difficoltà riguarda gli orari di lavoro. infatti, nei processi più importanti, alcune udienze possono portarsi per ore e ore e, anche se sono previste delle pause, questo incide sulla concentrazione e sullo stato di affaticamento dell’interprete, e mette a dura prova le sue corde vocali. Accade spesso, che l’interprete sia chiamato in orari extra-lavorativi, anche a notte fonda, soprattutto nei casi in cui si richiede l’interpretazione dell’interrogatorio di un indagato. l’interprete, che magari cinque minuti prima era nella comodità del proprio letto, viene chiamato a interpretare contenuti difficili e specifici dettagli concreti.

(Tratto da “What is court interpreting?” by Liese Katschinka, sul sito ufficiale di AIIC)

Come si diventa Interprete o Traduttore di Tribunale?

Per diventare Interprete di Tribunale, bisogna innanzitutto richiedere i moduli necessari per registrarsi alla Cancelleria del Tribunale del proprio luogo di residenza e, successivamente, iscriversi all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU). 

Dopo aver ricevuto la domanda, i funzionari del Tribunale possono richiedere un esame del candidato per verificarne la padronanza della lingua straniera. L’esito arriva dopo circa tre mesi. Dal momento in cui viene accettata la domanda, il Tribunale sarà in grado di consultare il nome dell’Interprete attraverso il CTU e di usufruire dei servizi di traduzione o di interpretazione.

A questo punto, il mediatore può essere contattato con una semplice chiamata telefonica o con una richiesta di incarico scritta. Nel primo caso, di solito si tratta di emergenze in cui il Giudice richiede la consulenza direttamente in sede dibattimentale. Nel caso delle traduzioni, il Tribunale emette un Decreto di Nomina (per la traduzione di un determinato atto) unitamente alla richiesta di incarico.

La Polizia Giudiziaria può richiedere vari servizi di interpretariato, tra questi ad esempio le intercettazioni telefoniche. In questo caso il Decreto di Nomina autorizza l’Interprete ad ascoltare e visionare dati sensibili, garantendone la segretezza. Anche gli avvocati o i privati possono attingere all’elenco dei CTU per traduzioni o autenticazioni di documenti ufficiali. 

Ricerca di Debra Russel sull’interpretazione giudiziaria

Debra Russel (interprete americana in lingua dei segni) ha condotto una ricerca sulla migliore modalità di interpretazione in ambito giudiziario. La Criminal Trial Lawyers’ Association della provincia canadese della British Columbia ha trascritto quattro processi basandosi sui dibattimenti realmente avvenuti in aula. l’indagine ha messo a confronto la precisione dell’interpretazione consecutiva rispetto all’interpretazione simultanea. l’interpretazione consecutiva ha superato l’interpretazione in simultanea con percentuali di correttezza tra il 98% e il 95% (la precisione della simultanea si situava tra l’87% e l’83%).

Come abbiamo visto, il settore giudiziario offre molte opportunità lavorative, che comportano anche una grande responsabilità: in caso di errori, il Traduttore-Interprete può incorrere in sanzioni, in alcuni casi anche gravi.

(Tratto da: Debra Russel International Journal of Disability, Community & Rehabilitation Volume 2, No. 1)