La SSML CIELS Bologna ti permette di scegliere tra il percorso traduzione e percorso interpretariato.  

Entrambi prevedono lo studio approfondito della lingua, esercitazioni scritte e orali, lo sviluppo di competenze di traduzione passiva e traduzione attiva. 

Prima di sottovalutare questa scelta è però necessario ribadire quanto il profilo lavorativo del traduttore e dell’interprete siano, seppur spesso confusi, significativamente diversi. 

 

I due percorsi formativi risultano in competenze molto diverse: l’interprete deve fornire una risposta immediata e dare assoluta priorità alla trasmissione del messaggio, mentre il traduttore accantona la necessità dell’immediatezza , sostituita però da quella di fornire un prodotto impeccabile.  

Tirocinio formativo

Si deduce quindi che alla base del lavoro del traduttore ci siano estrema precisione e cura dei dettagli. 

Cosa caratterizza il percorso traduzione

La traduzione comporta sia uno studio specialistico del settore del testo, sia lo studio del contesto, della sintassi, dei modi di dire e della cultura.

A differenza della simultaneità dell’interpretariato, la traduzione è il prodotto finale che arriva solo in seguito ad un’approfondita analisi del testo. 

La priorità della traduzione scritta è la qualità: il testo tradotto da un professionista deve rispecchiare il contenuto, trasformandosi e adattandosi in base al contesto culturale della lingua d’arrivo. 

Tirocinio formativo

Il percorso traduzione fa al caso tuo se:  

  • Ami leggere  

Difficilmente si sceglie un lavoro basato sulle parole se alla sola vista di un libro si è affetti dall’orticaria.

Studiare la traduzione è il modo migliore per immergersi completamente nei testi: si lavora ad uno scritto fino alla nausea, arrivando a conoscerne ogni virgola e variazione di stile, interrogandosi sul perché della scelta di una parola anziché di un’altra, cimentandosi nell’impresa impossibile di rendere tutte le sfumature di un testo in un’altra lingua. 

Tirocinio formativo
  • La tua parola d’ordine: libertà 

La maggior parte dei traduttori lavora come freelance, l’ideale  per chi non ama orari fissi e spostamenti quotidiani obbligatori.

È un mestiere che permette di gestirsi il proprio tempo con un’autonomia notevolmente superiore alla media, senza contare che lo si può svolgere sul divano, in pigiama. 

  • Offri flessibilità lavorativa

I traduttori freelance sperano sempre di avere uno schema lavorativo preciso da seguire, ma spesso i loro orari cambiano giorno per giorno e diventa davvero difficile prendere impegni.

Devi quindi accettare la possibilità di dover lavorare la sera, momento di massima ispirazione per molti, e nei weekend, poiché le traduzioni urgenti richieste all’ultimo secondo sono all’ordine del giorno.

  • Sai rimanere neutrale 

Seppur opera dell’autore, leggere un libro tradotto significa in un certo senso leggerne la versione del traduttore. È per questo che durante la traduzione, in realtà, è necessario mettere in atto un processo di immedesimazione totale non solo con il libro, ma anche con l’autore, la sua lingua e la sua cultura di appartenenza, in modo da rimanere quanto più possibile fedeli al testo di partenza.

Tirocinio formativo
  • Non temi la solitudine

Nonostante le comunità di traduttori, le fiere, i blog, le giornate della traduzione e così via, nella propria vita quotidiana il traduttore è fondamentalmente un incompreso;  circondato dai suoi gatti e in simbiosi con il PC, lavora solo e tutti intorno a lui si interrogano per quale assurdo motivo attribuisca così tanta importanza alle parole, alla struttura delle frasi, persino alle virgole. 

  • No alla timidezza eccessiva

Se stavi già fantasticando sul lavorare in pigiama e circondato da una colonia di gatti, ti fermo subito. Per farsi un nome ed espandere la propria attività è fondamentale investire tantissimo nella propria immagine personale e nella propria rete di contatti, perciò la timidezza è accettata, ma non deve limitarti!

Scopri tutti i dettagli sul percorso traduzione e il relativo piano di studi.